Esperti di Vulnologia
Laboratorio di idee ed esperienze

Scrivi allo staff di Esperti di Vulnologia

FAI LA TUA DOMANDA

11 ott 2014

ulcera arteriosa

Arteriopatia

L’ ulcerazione arteriosa è dovuta a un ridotto apporto di sangue arterioso all’arto inferiore. La causa più comune è la malattia aterosclerotica delle grandi e medie arterie. Altre cause includono il diabete, tromboangioite (come la malattia di Bürger), vasculite, pioderma gangrenoso, talassemia e anemia falciforme, alcuni dei quali possono predisporre alla formazione di un ateroma (una placca formata da grassi, proteine e tessuto fibroso che si forma nella parete delle arterie e configura il quadro dell’aterosclerosi). Ulteriori danni al sistema arterioso si verificano con ipertensione concomitante con danno dello strato intimale dell’arteria. La riduzione dell’ apporto di sangue arterioso porta a risultato come l’ ipossia e il danno tissutale. Episodi trombotici e ateroembolici possono contribuire al danno dei tessuti e la formazione di ulcere.

L’ ulcerazione arteriosa si verifica spesso dopo un trauma apparentemente banale o come il risultato di una pressione localizzata.

La malattia vascolare periferica è più comune negli uomini di età superiore a 45 e le donne di età superiore a 55 e i pazienti possono avere una storia familiare di malattia aterosclerotica precoce. Fattori di rischio modificabili per la malattia vascolare periferica includono il fumo, iperlipidemia, ipertensione, diabete e obesità, con associata diminuzione di attività. I pazienti possono anche avere una storia di problemi vascolari generalizzate, quali infarto del miocardio, angina, ictus, e claudicatio intermittens.

Dolore e ulcerazione arteriosa

  • Il dolore può essere presente a riposo e può essere alleviato dall’ abbassare la gamba fuori dal letto oppure dal dormire in poltrona con le gambe giù.
  • Il dolore solitamente inizia in posizione distale rispetto all’ ostruzione, muovendosi prossimamente come una progressione ischemica.
  • L’ ulcera stessa è spesso dolorosa.

Esaminazione e caratteristiche

L’ ulcerazione arteriosa si verifica in genere sopra le dita dei piedi, talloni, e prominenze ossee del piede. L’ulcera appare “perforata”, con bordi ben delimitate e pallida, non granuleggiante, spesso di base necrotica. La pelle circostante può esibire eritema scuro e può essere fredda al tatto, glabra, sottile e fragile, con una tessitura lucida. Le unghie si ispessiscono e diventano opache e potrebbero cadere. Può verificarsi anche gangrena delle estremità. L’ esame del sistema arterioso può mostrare una ridotta o assente polso nel dorso del piede e nelle arterie tibiali posteriori. Ci possono essere soffi nelle arterie prossimali delle gambe, indicando la presenza di aterosclerosi. I pazienti con ulcere arteriose hanno un ridotto tempo di riempimento capillare. Con il normale riempimento capillare, dopo la compressione del dito grosso o dorso del piede per pochi secondi, il colore della pelle dovrebbe tornare alla normalità in meno di due o tre secondi. Il ritardo nel ritorno del colore normale è indicativo di compromissione vascolare. Un ritardo di più di 10 a 15 secondi in cambio di colore dopo alzando un gamba ischemica a 45 gradi per un minuto (test di Bürger) indica una compromissione vascolare.

Interpretazione dell’ indice di Winsor o ABI (Ankle Brachial Index- Indice di pressione caviglia e braccio)

abi

Come si misura l’ ABI e quali sono i valori di riferimento

L’indice ABI è utile per identificare la malattia vascolare periferica, in assenza di vasi non comprimibili risultanti dalla calcificazione dei vasi (per esempio, diabete) o edema tissutale. Una ecocolordoppler fornirà ulteriori informazioni sull’ occlusione arteriosa, stenosi, e le aree di malattia ateromasica diffusa e continua. L’ arteriografia è l’indagine ideale nella pianificazione preoperatoria, consentendo la valutazione diretta della anatomia vascolare dell’arto inferiore.

Gestione

L’aumento del flusso sanguigno periferico, ad esempio, la chirurgia ricostruttiva (per la malattia diffusa) o angioplastica (per stenosi localizzata) è l’intervento più in grado di influenzare il processo di guarigione delle ulcere arteriose. Le indicazioni per la chirurgia per ischemia cronica comprendono: l’ ulcera non-healing, cancrena, dolore a riposo, e la progressione della claudicatio invalidante. Il paziente deve smettere di fumare, e il controllo del diabete, ipertensione, iperlipidemia deve essere ottimizzato. I pazienti possono trovare benefici a dormire in un letto con la testo sollevata, devono seguire semplici consigli sulla cura e la salute delle gambe. Camminare è benefico.

Guida per i pazienti nel proteggere le gambe e i piedi

  • Esaminare i piedi quotidianamente per pelle screpolata, vesciche, gonfiore o rossore
  • Riportare sintomi peggiorativi ad esempio: diminuzione della distanza camminata, dolore a riposo, dolore alla notte, cambiamento nel colore della pelle
  • Tenere la pelle idratata
  • Non camminare mai a piedi nudi
  • Assicurare che le scarpe siano della misura giusta (che non sfreghino e non comprimano); attenzione affinchè non vi siano oggetti estranei all’ interno (come sassolini) prima di indossarli; evitare sandali con dita aperte e scarpe a punta
  • Smettete di fumare
  • Eseguire regolarmente esercizi entro i limiti di tolleranza e di dolore

L’infezione può causare un rapido deterioramento in un’ulcera arteriosa per cui dovrebbe essere adottato il trattamento con antibiotici sistemici (seguendo le linee come per ulcere venose descritto nell’ articolo precedente). I pazienti con dolore a riposo o peggioramento del claudicatio, o entrambi, e in presenza di un ulcera non-healing devono essere indirizzati ad un chirurgo vascolare; terapia antalgica con oppioidi può essere necessario durante l’attesa per un intervento chirurgico. Non è opportuno sbrigliare le ulcere arteriose in quanto ciò potrebbe favorire ulteriormente ischemia e portare alla formazione di un ulcera più grande.

References

“Venous and arterial leg ulcers” Joseph E Grey, Keith G Harding, Stuart Enoch
BMJ. 2006 February 11; 332(7537): 347–350.

Rispondi

  • (will not be published)