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03 nov 2014

marianna

Marianna Monducci

Avere in team un’ infermiera specializzata nel settore nefrologico è una bella fortuna visto che molti pazienti affetti da ulcere cutanee presentano problemi nefropatici o addirittura effettuano la dialisi. Marianna Monducci ha un’esperienza ventennale in ambito nefrologico, che può essere davvero molto utile in vulnologia, e ci aiuta a fare chiarezza sui due tipi di pazienti e sulle diverse cure che possono essere applicate nei due casi.

Attualmente Marianna lavora presso il Centro Iperbarico Ravenna con multeplici ruoli: infermiera presso gli ambulatori del Centro Cura Ferite Difficili, assistenza in camera iperbarica e qui coltiva anche una grande passione che le permette di tornare bambina e divertirsi: l’assistenza ai bambini affetti da patologie neurologiche.

Paziente Nefropatico

Quando ci troviamo di fronte a un paziente affetto da ulcera cutanea e veniamo a conoscenza del fatto che è nefropatico dobbiamo porre particolare attenzione alla somministrazione della terapia antalgica in quanto la maggior parte di questi farmaci vengono eliminati per via renale e bisogna fare molta attenzione a non sovraccaricare un organo già affaticato.

Nel caso il farmaco sia indispensabile per migliorare la qualità di vita del paziente che è temporaneamente compromessa è importante stimolarlo a bere molta acqua a piccoli sorsi durante la giornata (almeno 2 litri) ricordando che il rene è un organo “PIGRO” per cui lavora meglio se viene stimolato a farlo.

Anche per la terapia antibiotica è necessario interpellare il nefrologo che segue il paziente insieme all’infettivologo per valutare quale sia il farmaco più adatto con minor effetti collaterali possibile.

In questo caso è importante scegliere il tipo di medicazione avanzata in base anche al benessere locale per non creare traumatismi che ripiegano sull’uso di farmaci sistemici.

Paziente in Emodialisi

L’approccio ai pazienti con queste problematiche è diverso, infatti nelle stesse condizioni di presenza di ferite dobbiamo prendere in considerazione altri parametri.

  • Dobbiamo innanzitutto tenere presente che sono persone costantemente sottoposte a terapia anticoagulante anche se non assumono farmaci specifici, quindi porre tutte le attenzioni che una terapia del genere può causare nel trattamento delle ulcere. Durante il trattamento emodialitico viene somministrata eparina quindi ci sarà facilmente una condizione di sanguinamento della ferita.
  • Nel caso di confezionamento di un bendaggio dobbiamo tenere presente che l’arto sicuramente si gonfierà anche se il paziente segue tutti i nostri suggerimenti perchè molto probabilmente ci sarà un edema declive dato dal fatto che non urina. Per questo motivo sarà opportuno rifare il bendaggio più frequentemente della normale routine. Se in condizioni “normali” il bendaggio rimane confezionato per una media settimanale, in questi casi è opportuno farlo almeno due volte.
  • La componente ematochimica perde un po’ di valore, infatti sappiamo che le alterazioni di alcuni valori sono croniche e variano molto spesso in base al trattamento emodialitico.
  • Dobbiamo tenere conto del “normale” accumulo di sostanze tossiche nell’organismo che possono causare prurito o altro disagio cutaneo e accumulo soprattutto di proteine.
  • Altro parametro importante è la condizione del letto venoso e arterioso del sistema cardiocircolatorio in quanto questo tipo di paziente tende a formare depositi di calcio nelle arterie e nelle vene che possono ostruire il normale flusso sanguigno.

Attenzione: un campanello d’allarme se ci troviamo davanti al connubio dialisi/diabete. Queste due patologie associate creano grossi problemi alla circolazione sanguigna e, se non ci sono controindicazioni, sarebbe veramente utile sottoporre il paziente a cicli di ossigeno terapia iperbarica per evitare, ritardare o ridurre rischi di amputazione.

Da parte nostra è importante tenere in considerazione tutti questi fattori per sapere che i tempi di guarigione saranno più lunghi ma comunque si arriverà alla fine.

E’ importante non perdere mai l’ottimismo e quindi vi sveliamo un “vantaggio” per i pazienti dializzati: nella somministrazione di terapie antidolorifiche non dobbiamo preoccuparci se somministriamo qualcosa normalmente definito “nefrotossico” perchè il rene ha già perso la sua funzionalità quindi possiamo osare qualcosa in più. Queste ovviamente deve sempre avvenire con il consenso del nefrologo di riferimento e suggerendo al paziente di seguire un “trucchetto”: assumere i farmaci dopo il trattamento emodialitico in modo da sfruttarne  tutti i benefici.

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