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11 nov 2014

In vulnologia la preparazione del letto della ferita è fondamentale per portare alla guarigione e la valutazione della ferita avviene secondo il principio del TIME, uno strumento pratico per assistere gli operatori nella valutazione e gestione dei pazienti con ferite. In questo caso TIME non significa tempo ma è un acronimo che serve per “leggere” la ferita e che aiuta a prendere le giuste decisioni.

Inizialmente il TIME era stato associato unicamente alla valutazione della lesione, ma non bisogna mai dimenticarsi della persona. Con il passare degli anni il TIME in vulnologia è stato allora avvicinato alla parola CARE e al fattore tempo (H).

Quindi ricapitolando oggi la valutazione della ferita deve sempre comprendere il TIME Care h – la valutazione della lesione, della persona e l’importanza del tempo.

Non si può curare una lesione protratta nel tempo senza risultati, è necessario imparare a valutare la lesione e a leggere la ferita con i principi del TIME.

L’acronimo TIME significa:Painting of Achilles tending the wounds of Patroclus, circa 500BC

T – TISSUE: valutazione del tessuto necrotico o devitalizzato, necessita di debridement?

I – INFECTION/INFLAMMATION: vi sono segni di infezione o infiammazione? Necessita di antibiotici o basta una medicazione antisettica?

M – MOISTURE: squilibrio dei fluidi, la lesione è troppo secca o troppo essudante? Questo aiuta nella scelta della medicazione.

E – EDGE: i margini (bordi) non sono proliferanti o sono sottominati? Forse necessita di terapie alternative.

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Inizia con il paziente: anche se dovrebbe sembrare ovvio, i clinici devono riconoscere tutti quei fattori presenti nel paziente prima ancora di valutare la ferita. Questi fattori includono non solo le condizioni mediche che compromettono la guarigione (per esempio il diabete), ma anche considerazioni personali come il dolore, lo sconforto e tutte le sensazioni soggettive del paziente sulla propria condizione. Fattori specifici includono gli obiettivi da raggiungere con il trattamento del paziente, lo stile di vita, la causa di questa condizione, la forma e la posizione dell’ulcera, lo stadio della ferita, le risorse sanitarie disponibili per provvedere il trattamento.

Identificare l’etiologia della ferita: qual è il tipo di ulcera cronica che richiede il trattamento? Per esempio: un’ ulcera alla gamba potrebbe essere venosa, arteriosa o di origine mista. Un ulcera da pressione potrebbe oscillare in base alla sua gravità dal I al IV Stadio. Il piede diabetico potrebbe essere neuropatico o neuro ischemico. Alcune ferite croniche sono di origine maligna, micosi fungoide o infiammatoria (vasculiti), altre sono ferite complicate postoperatorie (deiscenze).

Applicare i principi del TIME: nonostante le ferite croniche mostrano un numero di caratteristiche comuni, la valutazione e il trattamento saranno diversi a seconda del tipo di ferita. La gestione delle condizioni sottostanti è essenziale per ottenere risultati di successo e la valutazione della ferita inizia con un apprezzamento totale della posizione, durata, dimensione, stadio e condizioni della cute perilesionale.

All’interno della struttura del TIME bisogna valutare:

Tessuto: guardare il colore e la perfusione.

Infezione/infiammazione: guardare la temperatura della ferita, l’odore, il tipo e il grado di essudato, il colore, il pH.

Bilancio dei fluidi: determinare il livello di squilibrio valutando la quantità di essudato, il perimetro della ferita, il colore della cute perilesionale e l’aumento della perdita trans-epidermale del vapore acqueo.

Bordi della ferita: valutare regolarmente e documentare le misure dell’area e la profondità della ferita. Gli strumenti di misurazione devono essere sterili. La guarigione è determinata dalla percentuale di riduzione dell’ area della ferita (40%) nelle prime 4 settimane di trattamento.

In altri articoli tratteremo tutti gli interventi delle diverse fasi.

Scarica il documento di posizionamento EWMA per approfondire l’ argomento.

 

 

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