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19 nov 2014

foto 1 Sonia Gavella è un’infermiera con esperienza nel campo del wound care e le abbiamo chiesto di spiegare ai lettori del nostro blog alcune attenzioni da porre in caso di pazienti affetti da ulcere vasculitiche e che necessitano di bendaggi. Ecco il contributo che Sonia ha preparato per Esperti di Vulnologia.

La vasculite (come vi abbiamo spiegato in questo articolo) è una lesione di tipo infiammatoria a carico prevalentemente degli arti inferiori. Insorge dall’ostruzione dei piccoli vasi con un conseguente reazione del sistema immunitario che porta a ridotto afflusso di sangue ai tessuti. Ciò determina la comparsa di lesioni e l’arto interessato si presenta gonfio, essudante (a causa dell’accumulo di liquidi), caldo e arrossato.

Sintomo caratteristico delle vasculiti è il dolore, a causa del quale i pazienti che ne sono affetti faticano non solo a camminare e svolgere le normali attività, ma anche a tollerare qualsiasi tipo di medicazione e bendaggio.

Il trattamento di questa patologia deve prevedere un approccio medico sistemico. Per la cura delle lesioni a livello topico invece è importante utilizzare medicazioni inerti (garze grasse, pomate anestetiche, medicazioni naturali) ma comunque volte a detergere la lesione in modo da rendere il letto della ferita granuleggiante al fine di favorirne la guarigione.

Il confezionamento di un bendaggio è il migliore supporto per migliorare la circolazione e la quantità di essudato prodotto dalla ferita e per stabilire il tipo di benda da utilizzare è importante misurare l’ABI (Ankle Brachial Index-rapporto tra la pressione brachiale e quella della caviglia) e la ptcO2 (ossimetria transcutanea). Spesso però, proprio per il tipo di ferita dolente, le persone affette da vasculite non tollerano la terapia compressiva per cui non sempre è possibile usare il tipo di benda giusta rispetto al valore ABI/ptcO2.

A questi pazienti, quindi, verrà confezionato un bendaggio soft composto da una benda medicata, posta a diretto contatto con la cute, una benda di cotone, cotone di germania per proteggere la cresta tibiale e quindi evitare la comparsa di nuove lesioni, e una benda adesiva leggermente compressiva per favorire la riattivazione della circolazione e quindi l’assorbimento dei liquidi in eccesso.

Ciò che necessita di più attenzione nella fase infiammatoria di maggiore picco è la gestione del dolore ed è molto importante cercare di essere meno traumatici possibile. Se questo aspetto viene tenuto sotto controllo pian piano la ferita inizia la fase regressiva e il paziente comincia a tollerare la terapia compressiva, utile per completare la guarigione in tempi brevi.

Se siete interessati ad approfondire l’argomento vi invitiamo a scaricare questo utile documento sulle Ulcere Cutanee Particolarmente Dolorose. Qui di seguito potete invece osservare un caso clinico di un paziente affetto da ulcera vasculitica con la complicanza dell’ insufficienza venosa portato a guarigione grazie alle attenzioni e alle cure descritte da Sonia.

foto 2

Lesione vasculitica alla presa in carico, dopo due settimane e dopo 5 settimane.

 

 

Una risposta a “Ulcere vasculitiche e bendaggi: come comportarsi?”

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