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20 nov 2014

Come avviene la riparazione cutanea in ferite acute?

Si possono individuare quattro fasi:skinhealing

1. Coagulazione: dopo il danno lesivo a carico dei vasi, la fuoriuscita di sangue forma il coagulo e il letto della ferita viene ricoperto da una ricca rete di fibrina, plasma, leucociti e altri elementi ematici. Tutte queste particelle, e i mediatori che rilasciano, danno luogo a una serie di azioni che portano alla formazione del tessuto di granulazione.

2. Infiammazione: il coagulo e il processi di degradazione del tessuto danneggiato portano all’ innesco del processo infiammatorio, portando a vasodilatazioe, diapedesi e arrivo in sede dei neutrofili e macrofagi che fagocitano i detriti e gli organismi patogeni. Inoltre rilasciano mediatori quali le citochine che recluteranno le cellule riparatrici.

3. Proliferazione cellulare e riparazione della matrice: man mano che le cellule infiammatorie diminuiscono, in questa fase i protagonisti sono i fibroblasti, le cellule endoteliali e i cheratinociti dell’ epidermide che sintetizzano i fattori di crescita. La perdita di tessuto viene momentaneamente riempita da matrice provvisoria: fibrina e fibronectina, finchè i fibroblasti non creano nuovo collagene, elastina e altre molecole che formano la cicatrice.

4. Epitelizzazione e rimodellamento del tessuto cicatriziale: inizialmente la cicatrice si presenta rossa, poi violaceo e rosa biancastro, diventa più morbida, elastica e si appiattisce. A livello cellulare questo processo viene regolato dalle collagenasi che aiutano a mantenere l’ equilibrio fra proliferazione e degradazione di fibre collagene e matrice extracellulare.

Una ferita diventa cronica quando questa sequenza cronologica ordinata viene sovvertita o addirittura arrestata.

Quando i bordi sono incavi, formano uno scalino, sono secchi, come possono lavorare per la guarigione? Non possono, infatti le cellule nuove non riescono a migrare verso il centro perché trovano ostacoli e non sono nel loro microambiente ideale caldo/umido.

Guardate questa foto presa dal web che meglio rappresenta un arresto di ferita. Come possiamo pretendere che questa ferita guarisca? Purtroppo ci troviamo spesso davanti a queste situazioni. 

Foto trovata nel web, dall’ aspetto sembra un piede diabetico di origine neuropatica. Bordi secchi e presenza di betadine da tempo indefinito!

Uno studio in JAMA Dermatology (Frequency of debridements and time to heal: a retrospective cohort study of 312 744 wounds) riporta che il debridement frequente accelera la guarigione della ferita: “Più  frequente è il debridement, migliore è il risultato di guarigione”. Da notare che la tipologia delle ferite nei 154.644 pazienti che facevano parte di questo studio erano ulcere del piede diabetico, ulcere venose e ulcere da pressione.

Gli autori dello studio affermano che lo sbrigliamento (traduzione in italiano di debridement) è un processo chiave nella preparazione del letto della ferita e nell’avviare il processo di guarigione. I risultati sono congruenti con precedenti studi e sono basati sulla più grande analisi di dati di ferite impostata fino ad oggi.

Il curettage (raschiamento) è necessario perchè riporta la ferita dalla cronicizzazione alla fase acuta, dove è possibile riavviare il processo di guarigione.

Cari colleghi, non pretendiamo di guarire delle ferite con dei bordi in arresto.

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