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04 gen 2015

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Proteine e guarigione delle ferite

Un’attenta valutazione e un adeguato apporto di proteine sono due elementi necessari per la guarigione delle ferite, per questo è necessario stabilire sempre un giusto apporto proteico per ciascun paziente (ad esempio per le persone affette da ulcere in fase acuta o con lesioni croniche da decubito è fondamentale aumentare la quantità di proteine ingerite per permettere la guarigione in tempi più rapidi).

Capire la struttura e il funzionamento delle proteine

La parola “proteina” deriva dal greco PROTOS, cioè PRIMARIO e questo termine fa subito intuire quanto sia importante il giusto apporto di questo elemento nutritivo.

Gli aminoacidi sono i costituenti basilari delle proteine e indispensabili per molte funzioni. Le proteine e gli enzimi hanno ruoli fondamentali nel metabolismo delle sostanze chimiche del nostro organismo: per la produzione enzimatica, per la regolazione del metabolismo acido base, per la produzione di anticorpi nel sistema immunitario, per il trasporto di preziose sostanze come albumine, emoglobina transferrina, costruzione del retinolo. Inoltre sono importanti recettori di risposte dell’organismo in fasi acute di malattia.

Le proteine hanno anche un ruolo fondamentale nell’attività cardiaca in quanto tramite l’actina e la miosina ne misurano l’attività contrattile, agendo sulla muscolatura liscia.

Nel caso delle ferie sono fondamentali per la produzione di collagene, elastina e cheratina durante la fase di proliferazione di riparazione tissutale che sta alla base della creazione di nuovo tessuto.

Il 40% delle proteine corporee serve invece all’apparato muscolo scheletrico, infatti esse sono la maggior componente della massa magra e hanno attività metabolica.

Amminoacidi

Tutti i 20 amminoacidi del corpo hanno una stessa struttura di base: un carbonio centrale, almeno un gruppo amminico (-NH2), almeno un gruppo carbossilico (-COOH) e una catena laterale che rende ogni amminoacido unico e determina il suo ruolo funzionale nel corpo. A volte classificati in base alle loro proprietà, come la carica e la polarità, gli amminoacidi sono comunemente classificati come essenziali e non essenziali.

I 9 amminoacidi essenziali sono: istidina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina. Poiché il corpo non riesce a sintetizzare gli amminoacidi essenziali, è necessario introdurli con la dieta. I rimanenti 11 amminoacidi sono non essenziali poiché il corpo può sintetizzarli usando scheletri carboniosi esistenti e gruppi amminici liberi. Tuttavia, alcuni amminoacidi non essenziali in alcune circostanze devono essere considerati essenziali, ad esempio quando una specifica condizione impedisce al corpo di sintetizzare un particolare amminoacido (incluse condizioni genetiche come la fenilchetonuria e la funzione d’organo immaturo durante l’infanzia e l’età adulta).

In alcune persone la richiesta corporea di questi amminoacidi aumenta durante gli stress metabolici (ad esempio quando un paziente ha una lesione cronica) e la produzione del corpo può non tenere il passo con l’aumentato fabbisogno. 

Sebbene raccomandazioni specifiche per l’introito dietetico non siano ancora stabilite, durante la guarigione delle ferite aumenta la necessità corporea degli amminoacidi non essenziali glutammina e arginina. La glutammina agisce come precursore per la sintesi nucleotidica che è essenziale per la rapida proliferazione cellulare durante la guarigione delle ferite. L’arginina promuove la guarigione delle ferite incrementando il deposito di collagene e migliorando sia la produzione di ossido nitrico e la ritenzione di nitrogeno e funzione immunitaria.

Aiutare i pazienti a conoscere il loro bisogno di proteine

I pazienti che non seguono una dieta bilanciata probabilmente non consumano abbastanza proteine per aiutare la guarigione delle loro ferite. Assumere la quantità di proteine necessaria è particolarmente problematico nei pazienti anziani per diverse ragioni: l’alto costo degli alimenti ricchi di proteine, le preferenze su alimenti energici, le intolleranze, le difficoltà nella masticazione o nella deglutizione e la paura nel consumare alimenti ricchi di grassi o ad alto contenuto proteico.

Anche fattori come la solitudine, depressione, affaticamento, l’assunzione di farmaci, problemi del cavo orale e altri non devono essere sottovalutati perché nelle persone anziane possono interferire con la volontà nella preparazione degli alimenti.

Per favorire la giusta assunzione di proteine i medici dovrebbero indurre i pazienti a essere flessibili riguardo alla loro dieta, incoraggiarli al consumo di alimenti che apprezzano, che sono facili da preparare e economici. Una dieta troppo restrittiva e poco apprezzata dal paziente infatti può portarlo a mangiare poco e a un conseguente calo di peso rischioso.

Far comprendere al paziente l’importanza di un’adeguata assunzione di proteine è fondamentale per la guarigione delle ferite perchè il corpo utilizza le proteine per produrre energia da impiegare nella riparazione dei tessuti.

Dieta ricca vs. dieta povera di proteine

Le uova, con il loro profilo amminoacidico completo, sono il miglior alimento al quale confrontare tutte le altre fonti di proteine. In genere sono economiche rispetto agli altri alimenti ad alto contenuto proteico e facili da preparare per le persone anziane, questo le rende una scelta conveniente per molti.

I prodotti a origine animale forniscono una completa assunzione di proteine in quanto contengono gli amminoacidi essenziali.  Altri alimenti a profilo amminoacidico completo sono manzo, pesce, latte, pollame e yogurt. 

I prodotti della soia sono gli unici tra gli alimenti ad origine vegetale ad essere una fonte completa di proteine.

Molte delle proteine ad origine animale, sono però considerate incomplete in quanto contengono pochi aminoacidi essenziali e vengono definite come limitatrici degli amminoacidi. Combinando alimenti con differenti limitatori degli amminoacidi, si può migliorare la qualità delle fonti proteiche vegetali ad esempio unendo cereali e legumi, o legumi e semi.

Non è necessario combinare proteine incomplete ad ogni pasto, ma è importante mangiarle lo stesso giorno durante gli altri pasti.

Valutare il fabbisogno proteico dei pazienti

Basandosi sul fabbisogno di adulti in buona salute, la quantità raccomandata è di 0,8 g di proteine/kg di peso corporeo. I pazienti anziani possono richiedere una maggiore assunzione di proteine di 1 g / kg. Tuttavia, molti pazienti, tra cui quelli con ferite, non rientrano nella categoria “adulto sano” e potrebbero richiedere di un fabbisogno proteico superiore.

È noto che un adeguato apporto di proteine è fondamentale per una corretta guarigione della ferita, ma la quantità precisa non è stabilita. Dopo una procedura chirurgica è consigliato un apporto da 1 a 1,5 g di proteine/kg , anche se questo può variare con l’estensione della ferita chirurgica.
Per i pazienti con ulcere da pressione, la raccomandazione è da 1 a 1,5 g/kg. Per i pazienti, invece, con ulcere profonde o ulcere da pressione multiple, possono necessitare da 1,5 a 2 g/kg.
Per quanto riguarda le ferite con grandi ustioni, il fabbisogno di proteine talvolta può raggiungere 1,5 a 3 g/kg, Proprio per compensare la vasta perdita di proteine attraverso le urine e l’essudato dovuto alla bruciatura.

Nel determinare l’implemento proteico necessario in pazienti con una ferita, è doveroso considerare altri fattori come la preesistente malnutrizione, l’insufficienza renale o altre malattie gravi.
La strategia migliore è quella di valutare il paziente nel suo complesso e usare il proprio giudizio clinico sulla base di:

  • un esame fisico obiettivo per individuare segni di catabolismo
  • una storia dietetica per determinare l’abituale assunzione di proteine
  • analizzare lo stato nutrizionale per scoprire si è verificata una perdita di peso non intenzionale
  • esami di laboratorio, come l’albumina sierica, identificando così il catabolismo ed un processo infiammatorio. 

E’ anche necessario considerare la profondità e la totale area della superficie della ferita dei pazienti.

Strategie per aumentare l’assunzione di proteine

Il modo migliore per aumentare l’assunzione di proteine è trattare i vostri pazienti come persone e capire quali alimenti preferiscono.
Alcuni consigli per aumentare le proteine sono:

  • aggiungere carne a dadini di zuppe, insalate e casseruole
  • utilizzare latte in polvere in cereali caldi, uova strapazzate e purè di patate
  • scegliere dolci che contengono uova come il pan di Spagna, la crema pasticcera e il pane budino.

Il modo più comune per integrare le proteine quando i pazienti ne hanno bisogno è quello di utilizzare integratori orali come le bevande nutrizionali, proteine in polvere o proteine liquide. Sono disponibili anche diversi integratori di proteine come biscotti ad alto contenuto proteico, gelatine, barre di nutrizione, oppure un modo semplice per aumentare il numero di proteine è aggiungerle in polvere a minestre, salse e frullati.

È fondamentale tenere presente che la varietà degli alimenti è la prima chiave di successo, infatti la maggior parte dei pazienti si stanca rapidamente di assumere gli stessi cibi ogni giorno. Un altro elemento di grandissima importanza è l’educazione del paziente sull’importanza dell’apporto proteico, questo infatti può aiutarli a raggiungere la massima conformità di dieta e i migliori risultati clinici .

Articolo elaborato da:
Marianna Monducci – infermiere
Nicola Fusetti – infermiere
Sonia Gavella – infermiere
Elisa Ronzullo – infermiere
Klarida Hoxha – infermiere

 

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