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06 gen 2015

terapia iperbarica

camera iperbarica

Mia mamma ha delle lesioni al 2° e 3° dito con presenza di parziale necrosi. Sofferenza ischemica dell’avampiede cute ipotermica. Polsi periferici non apprezzabili.

In  data 6/10 e 25/11/2014 è stata sottoposta ad angioPTA arto inferiore destro.

Da  ecodoppler eseguito in data 19/12, evidenzia riocclusione ATA satenosi serrata in APT con riabitazione del segmento distale. Inoltre stenosi femoro poplitea steno occlusioni bilaterali.

La struttura ospedaliera dove è in cura, l’ha messa in lista d’attesa per essere sottoposta al nuovo tentativo di rivascolarizzazione endoluminare arto inferiore destro.

La presente richiesta viene rivolta onde poter capire se l’intervento di rivascolarizzazione sia l’unica strada percorribile e, in considerazione delle già precedenti e recenti due esperienze, particolarmente dolorose per mia mamma, non vi sia altre forme di cura alternativa quali la terapia iperbarica.

Resto in cortese attesa di riscontro, ringraziando anticipatamente per la Vs. disponibilità, anche per poter dare una speranza in più a mia mamma.

Cordiali saluti e auguri di buon anno.

maria bisello

Una risposta a “Terapia Iperbarica: può evitare l’intervento di rivascolarizzazione?”

  1. Klarida Hoxha on

    Gentile Maria, grazie per la sua richiesta.
    E’ evidente la preoccupazione che ha per sua mamma, possiamo capire e mi dispiace di questa situazione. Spero di potere esserle utile nella mia risposta.

    Quotidianamente ci troviamo di fronte a casi come quello di sua mamma. Quello che è utile fare in questi casi è assolutamente l’ intervento di rivascolarizzazione. L’ ossigeno terapia iperbarico (OTI) è molto utile associato post-intervento perché alza la percentuale di successo e aiuta a evitare complicanze post-operatorie. Dunque il passo successivo è l’integrazione con la ossigeno terapia iperbarica; i farmaci – inclusi, eventualmente, i prostanoidi (infusione per flebo di sostanze che, semplificando, aprono i vasi sanguigni); la terapia antalgica (elettrostimolazione, blocco nervoso, ecc.); elettrostimolazione con FREMS con un programma apposito per l’ attivazione del microcircolo.

    È necessario attuare lo studio vascolare dell’ulcera arteriopatica con adeguato iter diagnostico, prima di avviare il paziente all’OTI. E’ necessaria rivascolarizzazione chirurgica. L’OTI è indicata elettivamente nelle ulcere arteriopatiche in presenza di un flusso ematico efficace (PA Sist. alla caviglia>40 mmHg). L’ossimetria transcutanea guida alla corretta applicazione dell’OTI. Una pTcO2 basale >10mmHg risulta essenziale per l’indicazione all’OTI. E’ elettiva nelle ulcere arteriopatiche con alto rischio d’amputazione. La terapia iperbarica è indicata anche in pazienti con ulcere sovrainfette destinati all’impianto di una protesi vascolare nella preparazione al trattamento chirurgico di rivascolarizzazione.

    La terapia iperbarica quindi, introdotta all’interno di un percorso multidisciplinare, è un’ ottimo facilitatore nella guarigione delle ulcere di etiologia arteriopatica, ma deve essere associato principalmente alla chirurgia, in questo caso.
    Auguro a lei e alla mamma in bocca al lupo e se ha bisogno di qualsiasi cosa non esiti a ricontattarci!
    Buon anno, Klarida

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