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22 gen 2015

Buongiorno, scusate il disturbo, il mio problema consiste in questo. Sono stato operato a Bologna il 08/07/2013 di tenoraffia achilea, dimesso dall’Ospedale ho iniziato una terapia antibiotica con Augmentin. Ma dopo ca 20 giorni la ferita chirurgica si apriva anzichè cicatrizzarsi. Mi hanno rioperato il 01/08/2013 per la pulizia della ferita,era già in necrosi, e mi hanno fatto un tampone. Dopo 10 giorni mi chiamano dall’Ospedale dicendomi di cambiare antibiotico e di assumere il levoxacin 500 perchè la ferita era infetta da Pseudomanas Aeruginosa.. A Settembre viengo preso in cura da un chirurgo plastico il quale periodicamente mi pratica un’irrigazione della ferita.Arriviamo a marzo 2014 e il chirurgo decide di farmi un innesto cutaneo prelevandomi della pelle dalla zona inguinale, ma senza nessun risultato. A giugno eseguo 30 sedute di Camera Iperbarica,anche qui senza alcun risultato. Ora siamo a gennaio 2015, la ferita chirurgica si è ridotta, ma non vedo ancora una via di uscita soddisfacente. Mi riuscite a dare un consiglio su come comportarmi?? RingrandoVi anticipatamente Vi saluto….Andrea da Bologna

2 risposte a “Aiuto: ferita chirurgica che non rimargina”

  1. Elisa Ronzullo on

    Caro Andrea,
    mi dispiace molto per la tua situazione. Immagino il disagio che possa crearti questa ferita soprattutto perché chi ti ha seguito e ti sta seguendo tutt’ora non riesce a trovare una soluzione in tempi celeri.
    La cosa che posso consigliarti è quella, innanzi tutto, di eseguire di ecocolordoppler per valutare la circolazione sia arteriosa che venosa in modo da capire se esistono delle compromissioni sotto questo punto di vista e qual è lo stato di perfusione dei tessuti. Quindi ti suggerisco di rivolgerti ad un chirurgo vascolare per eseguire questa semplice indagine.
    Nel tuo caso in particolare la terapia migliore è quella di applicare un bendaggio funzionale. Si tratta di una tecnica che immobilizza parzialmente la zona interessata in modo da non sollecitarla, non forzarla e a tenerla protetta nell’ eseguire movimenti che possono andare a ritardare ulteriormente la guarigione.
    In associazione ai bendaggi, possono essere utilizzate medicazioni che possono aiutare la ferita a rimarginare ad esempio la terapia topica a pressione negativa, che serve per favorire la crescita del tessuto di granulazione, oppure applicazioni di PRP (plasma ricco di piastrine) che promuovono la riparazione tissutale, inibiscono i fattori dell’infiammazione e stimolano la neoangiogenesi.
    Il mio ultimo consiglio è quello di rivolgerti a centri specializzati che si occupano di ferite difficili per raggiungere il tanto meritato obiettivo: quello di guarire!!
    In bocca al lupo per tutto
    Elisa Ronzullo

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