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27 gen 2015

Empatia con paziente

Vi è mai capitato che un paziente urlasse proprio a voi: “Fuori dalla mia stanza!”, “Non toccarmi!”? Oppure ancora: “No! Non mettermi quel gambaletto sulle gambe!”. Come deve comportarsi un infermiere in questi casi? Quando dobbiamo accettare un “no” del paziente come risposta? 

Per ottenere la compliance del paziente dobbiamo fare in modo che si fidi di noi, non imponendoci, ma cercando di mostrargli la nostra prospettiva e ascoltando allo stesso tempo le sue esigenze.

Spesso per noi infermieri è difficile scendere a compromessi con il paziente, soprattutto se sappiamo che ciò che gli stiamo suggerendo è per il suo bene. Come sanitari e come professionisti, il nostro primo istinto è di solito simile a quello di un padre che sa cosa è meglio per suo figlio: “Mi dispiace, ma devi farlo. È per il tuo bene”.

Ma abbiamo il diritto di credere che questo sia davvero l’atteggiamento giusto? E se il paziente avesse deciso di rifiutare le cure? Solitamente gli infermieri tendono a trovare giustificazioni adducendo a una confusione o deficit mentale del paziente, oppure sostenendo di avere responsabilità e doveri nei confronti di queste persone che in un certo senso sono state loro affidate. In realtà però i pazienti possono rifiutare una cura anche per scelta nonostante sia stata loro consigliata da un medico e infermiere, e le persone adulte adulti hanno l’assoluto diritto di farlo.

Secondo il principio di consenso informato i pazienti devono avere sufficienti informazioni per prendere una decisione significativa. Questo ci permette di trovare una strada verso la compliance: prima di arrenderci davanti a una persona che rifiuta una cura è necessario indagare più a fondo sulle motivazioni che la spingono a questa scelta.

Molte volte i pazienti non capiscono perché hanno sviluppato una ferita, perché hanno bisogno di calze terapeutiche o scarpe ortopediche per guarire e spesso questo succede perché nessuno l’hai mai spiegato loro con il linguaggio giusto. Non serve rivolgersi a un paziente dicendogli che la sua ulcera è stata causata da un’ipertensione venosa e un indice caviglia-braccio di 0,8, spesso le uniche cose che occupano la sua mente sono il pensiero del dolore che sta provando e il timore di non guarire più.

Prima di rinunciare è quindi necessario fare uno sforzo per comprendere il paziente e pianificare un trattamento insieme a lui: fatevi aiutare a descrivere la diagnosi e il trattamento, magari usando le sue stesse parole e cercando di capire le sue esigenze e le sue priorità. Se cercherete di comprendere quello che il paziente sente e pensa anche lui sarà molto più disponibile nei vostri confronti e disposto a farsi curare. 

Una ricerca del 2003 (l’anno più recente disponibile) evidenzia che circa 80 milioni di americani adulti (il 36%) hanno limiti sulla conoscenza sanitaria. Secondo un rapporto di “Agency for Healthcare Research and Quality”, aumentare la conoscenza sugli argomenti sanitari sarebbe molto importante perché aiuterebbe i pazienti a comprendere molto meglio cosa i medici e infermieri stanno facendo per loro.

È importante comunicare le nostre competenze utilizzando parole semplici, in questo modo si può iniziare un percorso collaborativo con i pazienti dando loro le informazioni di cui hanno bisogno per prendere le decisioni migliori per la propria salute. Per aiutare i pazienti a capire e scegliere tra le opzioni di cura che hanno di fronte in alcuni casi è necessario pensare fuori dai nostri schemi mentali e mettersi nei panni dell’altro: a volte la via d’uscita è facile, basta andargli incontro trovando una soluzione sul piano di assistenza che meglio si adatta alla situazione della persona, ai suoi desideri e al suo stile di vita.

Donna Sardina

Wound Care Specialist, Wound Care Education Institute

Plainfield, Illinois

Una risposta a “Come ottenere la compliance del paziente”

  1. Giulia on

    Salve, sto facendo una tesi sperimentale infermieristica sul paziente capace di intendere e volere che rifiuta il trattamento. Volevo sapere se avesse dei consigli per la stesura di un questionario da somministrare agli infermieri. Cordiali saluti.

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