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11 mar 2015

Buongiorno, vi scrivo poiché mio padre, di 52 anni, affetto da Sclerosi Multipla, già da tempo allettato, ha delle piaghe da decubito sulla parte posteriore del corpo che stentano a guarire. Nonostante siano medicate ogni giorno, non ci sono segni di miglioramento, anzi causano febbre e dolori che vanno ad aggiungersi a quelli già posseduti a causa di questa brutta malattia. Inoltre stanno iniziando a spuntare anche sulla parte anteriore nella zona del bacino.

Vi chiedo umilmente un consiglio e se fosse possibile un aiuto.

Vi ringrazio anticipatamente, sicuro di una vostra risposta.

Antonino

Una risposta a “Piaghe da decubito aggressive nonostante le medicazioni: cosa posso fare per aiutare mio padre?”

  1. Elisa Ronzullo on

    Gentile Antonino,
    grazie per averci contattato.

    Posso solo immaginare la preoccupazione e i pensieri che si aggiungono di giorno in giorno a questa situazione: spero di poterle essere di aiuto.

    In queste poche righe che mi ha scritto si possono osservare alcuni fattori di rischio molto rilevanti.
    L’allettamento purtroppo è molto rischioso per lo sviluppo di lesioni da pressione. Per cercare di limitare il più possibile l’insorgenza o il peggioramento di queste ferite, le consiglio di utilizzare un materasso antidecubito da valutare eventualmente insieme un medico fisiatra, poiché ne esistono di varie tipologie.

    L’utilizzo di presidi antidecubito però non deve sostituire la mobilità del corpo: la postura infatti dovrebbe essere cambiata almeno ogni ora in modo da creare “riposo e respiro” alle zone d’appoggio. In questo modo l’ossigeno ha la possibilità di passare e si evita la ipoperfusione del tessuto.

    Altri fattori che devono assolutamente essere monitorati sono:
    – Stato d’idratazione
    – Stato nutrizionale

    Le suggerisco di effettuare un bilancio delle entrate e delle uscite di liquidi dal corpo per valutare se è disidratato. La disidratazione infatti causa pelle secca che è più propensa al rischio di rotture e ferite.

    Anche lo stato nutrizionale è di fondamentale importanza: l’assunzione di un corretto apporto proteico aiuta a guarire le ferite in tempi più rapidi.

    Un ulteriore accorgimento è quello di mantenere il più possibile la cute asciutta e pulita. Eseguendo di frequente dei lavaggi si evita la creazione di zone di macerazione, più esposte al rischio di rottura e contaminazione.

    Purtroppo non potendo vedere di persona il paziente e le caratteristiche della ferita non posso consigliarle il tipo di medicazione. Posso invece suggerirle di parlare con il medico curante per valutare se è il caso di eseguire un tampone colturale della ferita, in modo da poter prescrivere a suo padre una terapia antibiotica mirata nel caso risultasse positivo.

    Se avesse bisogno di supporto può chiedere, sempre al medico curante, anche l’attivazione del servizio domiciliare.

    Spero di esserle stata di aiuto e rimango disponibile per ogni altra eventuale domanda.

    Un saluto cordiale,
    Elisa Ronzullo

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