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FAI LA TUA DOMANDA

23 mar 2015

Salve, vi scrivo per chiedervi un consiglio.

Circa un mese fa sono stato operato di fistola coccigea, e fin qui tutto ok. Dopo che ho tolto i punti però è sorto un problema: la ferita chirurgica si è aperta tutta, immediatamente sono andato nell’ospedale dove sono stato operato e mi è stato consigliato di fare tutti i giorni una medicazione con iruxol crema e Betadine crema.

Ad oggi sono passati 15 giorni ma la ferita è ancora aperta. La mia domanda è: cosa posso fare o usare per far si che la ferita chirurgica si chiuda prima? Quali sono i tempi di guarigione?

Saluti e grazie

Una risposta a “Ferita chirurgica che non si chiude: cosa posso fare?”

  1. Elisa Ronzullo on

    Gentilissimo Giuseppe,
    in primo luogo le consiglio di fare una visita dal chirurgo che l’ha operata per valutare lo stato della ferita, il suo andamento e soprattutto assicurarsi che non ci siano infezioni in corso.

    In ferite come la sua, cioè che si trovano in posizioni che rendono difficile a rimarginazione a causa delle tensioni alle quali il tessuto è sottoposto, per velocizzare la guarigione si può pensare di utilizzare la Terapia topica a Pressione Negativa.

    La Terapia a Pressione Negativa (TPN) è un dispositivo medico il cui utilizzo deve essere valutato insieme al chirurgo che la segue per escludere ogni eventuale controindicazione clinica.

    La TPN è un sistema di drenaggio continuo della ferita e ha lo scopo di accellerare il processo di guarigione, ridurre l’edema, stimolare il tessuto di granulazione e rimuovere costantemente l’essudato che la ferita produce. Non dimentichi che questo tipo di terapia è efficace se associata alle medicazioni, la cui tipologia deve essere scelta in base al letto della ferita.

    Le consiglio quindi di parlare con il suo chirurgo oppure di rivolgersi a uno dei Centri di Cura per le Ferite Difficili presenti in Italia per valutare insieme se nella sua situazione la Terapia a Pressione Negativa può essere una soluzione efficace per velocizzare la guarigione della ferita.

    Un caro saluto,
    Elisa Ronzullo

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