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30 mar 2015

Mio Papà, invalido al 100% per sclerosi multipla riscontrata nel 2001, è totalmente paralizzato. Nonostante il materasso e il cuscino antidecubito gli si è formata una grossa piaga da decubito sacrale, anche se in questa zona viene medicato costantemente da infermieri specializzati.

Il problema è che dovrebbe evitare il più possibile l’impatto con la piaga e stare costantemente girato di lato nel letto, ma stare in questa posizione non gli è possibile.

Esistono cuscini tipo a ciambella che gli permettano di stare coricato a letto in posizione supina in modo da non tenere a contatto la piaga con il materasso? Grazie.

Una risposta a “piaga da decubito sacrale: sono utili i cuscini a ciambella?”

  1. Elisa Ronzullo on

    Caro Ivan,
    mi dispiace molto per suo padre. La lesione da pressione a livello sacrale, per chi non può muoversi o fa fatica a mantenere la posizione, è veramente debilitante.

    Le indicazioni per evitare o non peggiorare questo tipo di ferite possono essere molte: innanzitutto è importante un controllo dal punto di vista nutrizionale, perciò va valutato se suo padre assume un corretto quantitativo di proteine, oltre a un supplemento calorico e multivitaminico in modo da rinforzare le sue cellule. Anche garantire il giusto apporto di liquidi all’organismo è fondamentale per far sì che la pelle rimanga elastica, quindi verifichi che suo padre beva una quantità sufficiente di acqua ogni giorno. Inoltre ponga molta attenzione allo stato di umidità della cute, che non deve mai essere esposta a liquidi biologici, e al cambio di postura, che deve essere effettuato almeno ogni 1 o 2 ore utilizzando appositi presidi antidecubito.

    Le sconsiglio però l’utilizzo di presidi come la ciambella e le spiego perché. Se la lesione si forma in una determinata zona del corpo significa che in quell’area non arrivano sangue e ossigeno a sufficienza per nutrirla e mantenerla vitale. Il presidio messo nella zona circostante la ferita consentirebbe quindi di scaricare la pressione dall’area lesionata, ma allo stesso tempo bloccherebbe ulteriormente il passaggio del sangue e dell’ossigeno aggravando questa problematica. E’ quindi necessario distribuire equamente il peso del corpo utilizzando presidi di diverso tipo.

    In commercio vi sono diversi tipi di materassi antidecubito, le linee guida raccomandano di utilizzare materassi a pressione alternata per le persone che non riescono a muoversi nel letto.

    Quando si effettua il cambio posturale, ad esempio su un fianco, si possono utilizzare diversi cuscini antidecubito da posizionare tra il materasso e gli arti superiori ed inferiori per evitare che si formino lesioni anche in queste zone. In questo modo si aumentano le superfici di appoggio e la pressione viene distribuita meglio.

    Per aiutare suo padre a mantenere la posizione può essere messo anche un cuscino di supporto dietro la schiena.

    Materassi antidecubito

    Un’altra posizione che potrebbe permettere di far riposare le zone sofferenti potrebbe essere quella prona, ossia a pancia in giù. Questa posizione, a volte un po’ scomoda, deve essere valutata in base alle condizioni cliniche della persona, eventualmente dopo una visita con il medico curante.

    Cuscini anti decubito

    Un altro aspetto da non trascurare assolutamente sono le condizioni cliniche della ferita e della cute. Queste devono sempre essere monitorate per controllare che non ci siano variazioni o che insorgano infezioni, in questo modo eventuali peggioramenti potrebbero essere gestiti tempestivamente.

    Altri piccoli suggerimenti che posso darle sono questi: faccia attenzione che non si formino delle pieghe nei lenzuoli e nelle coperte su cui suo padre dorme perché sfregando sulla pelle potrebbero causare ulteriori abrasioni; inoltre stia attenta a non inclinare eccessivamente la testiera del letto per evitare che il corpo scivoli e vada a premere ancora di più sulle zone sofferenti (questo ovviamente è da valutare compatibilmente con le condizioni cliniche di suo padre).

    Spero di esserle stata di aiuto.

    Un caro saluto a lei e a suo padre,
    Elisa Ronzullo

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