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07 apr 2015

malnutrizione

Tradizionalmente lo standard di buona pratica per la cura dei pazienti affetti di ferite è stato quello di rivedere l’albumina a livello ematico come misura di nutrizione o malnutrizione.

Recentemente però, secondo quanto riportato del “National Pressure Ulcer Advisory Panel” (NPUAP), è stato dimostrato attraverso alcuni studi che le proteine ​​epatiche (albumina, transtiretina e transferrina) sono in relazione con la gravità di una malattia di base ma non con lo stato nutrizionale.

Inoltre è dimostrato che molti fattori possono alterare i livelli di albumina, anche quando l’assunzione di proteine ​​è adeguato: le infezioni, lo stress acuto, l’essersi sottoposti a interventi chirurgici, l’eccessiva assunzione di cortisone, l’aver subito ustioni, essere stati affetti da cancro, lo stress metabolico, le ascite e lo stato di idratazione.

Per questi motivi, l’NPUAP e l’Accademia di Nutrizione e Dietetica (finora noto come American Dietetic Association-Associazione Dietetica Americana) raccomandano di non utilizzare le proteine ​​del siero come strumento di valutazione nutrizionale.

 

La valutazione dei valori di laboratorio è solo una parte del processo di valutazione nutrizionale e deve essere considerato insieme ad altri fattori. E’ fondamentale svolgere una valutazione iniziale dello stato del paziente che consideri tutti gli aspetti del suo organismo e del suo stile di vita: la quotidiana assunzione di cibo/liquidi, i cambiamenti nello stato di peso; inoltre è necessario prestare particolare attenzione alle diagnosi precedenti, ai farmaci che assume e ai miglioramenti clinici nella ferita.


Per ulteriori informazioni, leggere “Serum Prealbumin: Is It a Marker of Nutritional Status or of Risk of Malnutrition?“, “Albumin as an Indicator of Nutritional Status“, “Serum Proteins as Markers of Nutrition: What are we Treating?”.

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