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14 apr 2015

Giovanni ha 65 anni, è di Caserta e la sua vita, fatta di tanti sacrifici, l’ha interamente dedicata all’amore per la sua famiglia. Anni di lavoro per non fare mancare nulla ai propri figli mettendo sempre in secondo piano sé stesso e la propria salute: e questo nonostante il diabete lo affliggesse da anni.

Un trauma al piede, la compromissione per il diabete e il rischio di amputazione

Quando Giovanni è andato in pensione, purtroppo, la salute è peggiorata ancora e il diabete ha generato  alcune gravi conseguenze: un piccolo trauma al dito del piede destro sottovalutato  ha messo Giovanni davanti al rischio di amputazione di tutta la gamba.

Il figlio di Giovanni, dopo diversi tentativi e visite mediche senza un evidente miglioramento e soluzione,  ha fatto una ricerca su internet e ha trovato alcuni casi simili a quello di suo padre trattati al Centro iperbarico di Ravenna, dove ha deciso di rivolgersi per le cure.

La situazione di Giovanni è apparsa da subito complicata non solo perché il diabete è scompensato e i valori circolatori sono alterati, ma anche perché è afflitto da problemi renali, epatici e pressione alta.

L’ulcera del piede di Giovanni è di tipo neuro-ischemico. Questo significa che il diabete ha compromesso i suoi nervi, quindi ha alterato la sensibilità. Il trauma avuto e l’aver trascurato il problema è dovuto proprio a questo: Giovanni non sente il dolore. Oltre alla parte nervosa il diabete ha rovinato anche la circolazione. L’arteria che irrora la zona dell’ulcera risulta chiusa.

Questi sono i valori presi in prima visita:

  • PA 130/60 mmHg
  • PtcO2: 37 mmHg
  • FC: 65 bpm
  • Glicemia (HGT): 275 mg/dL
  • Hb: 9 g/dL
  • Laser doppler flussimetria: Toe Brachial Index (TBI): 0,40 (buon flusso perfusionale); Iperemia Reattiva Post Occlusiva (IRPO): assente sintesi endoteliale di monossido di azoto (NO); Test di riscaldamento e variazione posturale (VAR): alterazione indicativa di neuropatia confermata dal test del monofilamento Semmes-Weinstein 0/6 in bilaterale.
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Come è stata curata l’ulcera di Giovanni?

Nel percorso terapeutico attuato sono state integrate le seguenti azioni: sedute di ossigeno terapia iperbarica (OTI), pulizia ferita e medicazioni, terapia FREMS e innesto di cute.

Il primo intervento fatto a Giovanni è stato la rivascolarizzazione chirurgica dopo 5 sedute di OTI come preparazione all’intervento. Presso l’Unità Operativa per il Trattamento del Piede Diabetico dove è stato eseguito l’intervento è stata fatta anche la pulizia chirurgica della lesione con bonifica dell’osso interessato. In seguito Giovanni ha fatto altre 15 sedute di OTI con frequenza biquotidiana a 2,5 ATA della durata di 90 minuti ciascuna con FiO2 in maschera >90% per completare il ciclo di cura.

Durante questi trattamenti sono state eseguite medicazioni quotidiane presso il Centro di Cura Ferite Difficili di Ravenna con l’obiettivo di preparare il letto della ferita all’applicazione di innesto di cute bioingegnerizzata e arrivare velocemente alla totale guarigione. Sono state utilizzate medicazioni antimicrobiche  all’argento e carbone attivo, con lo scopo di proteggere la ferita da infezioni.

FREMS, la neurostimolazione che migliora la microcircolazione

In associazione sono state eseguite 15 sedute quotidiane di Frequency Rhytmic Electrical Modulation System (FREMS™).  Questo perché la neuropatica diabetica è correlata con la perdita della capacità di vasomozione (quel movimento dei vasi sanguigni a carico del sistema nervoso che permette la circolazione del sangue) con conseguente alterazione della perfusione. La neurostimolazione periferica con tecnologia FREMS permette di aumentare l’attività di vasomozione e di conseguenza migliora la microcircolazione.. Ogni trattamento FREMS a cui è stato sottoposto Giovanni ha avuto una durata di 35 minuti ma l’applicazione dello schema varia a seconda della patologia. Nel caso di Giovanni gli elettrodi sono stati applicati sul piede, sul polpaccio, sulla cresta tibiale e attorno alla lesione. Per garantire l’efficacia della terapia si deve raggiungere una consistente percezione da parte del paziente. Nel caso di neuropatia diabetica dove la sensibilità è alterata, l’intensità della stimolazione si blocca alla comparsa delle prime fascicolazioni. Inoltre, a livello locale, con la stimolazione endoteliale dei vasi sanguigni avviene anche il rilascio di Ossido Nitrico (NO) e produzione di fattori di crescita angiogenetici. Lo stesso principio con il quale lavora anche l’OTI, respirando ossigeno iperbarico si innesca la produzione dei radicali liberi “terapeutici”, tra i quali proprio l’ossido nitrico, il quale oltre ad essere un fattore protettivo per l’endotelio, stimola il midollo spinale alla produzione delle cellule riparatrici e al reclutamento delle cellule staminali.

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L’azione OTI congiunta con la FREMS e le medicazioni per guarire completamente in 10 mesi

Quando il tessuto è diventato “granuleggiante”, è stata incentivata la formazione epiteliale tramite innesto eterologo bioingegnerizzato fino a completa guarigione.

L’intero percorso terapeutico di Giovanni è durato circa 10 mesi e il risultato è quello che si vede nella foto: la ferità è completamente guarita e la sua gamba è stata salvata.

 

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Riferimenti

1) L. Bocchi, A. Evangelisti, M. Barrella, L. Scatizzi, M. Bevilacqua; Recovery of 0.1 Hz microvascular skin blood flow in dysautonomic diabetic (type 2) neuropathy by using Frequency Rhythmic Electrical Modulation System (FREMS)

2) FREMS™ è una tecnologia costituita da segnali elettrici biocompatibili generati da neurostimolatori computerizzati e somministrati attraverso elettrodi transcutanei. FREMS™ è una tecnologia commercializzata  in Italia e all’estero da Lorenz Lifetech S.r.l.  (Link)

 

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