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06 mag 2015

L’Arteriopatia ostruttiva cronica periferica (AOCP) è una patologia che causa l’occlusione delle arterie degli arti inferiori. L’AOCP colpisce prevalentemente i maschi e la sua frequenza aumenta con l’aumentare dell’età anche se per le donne dopo i 70 anni il rischio tende a eguagliarsi.  Ad oggi moltissimi studi hanno confermato che l’arteriopatia ostruttiva periferica è strettamente collegata al fumo e mantenere il vizio di fumare anche dopo la comparsa dei primi disturbi contribuisce ad aggravare la malattia.  Questa condizione clinica ha una frequenza molto sviluppata in tutto il mondo a causa dell’innalzamento dell’età media.

arteriopatia AOCP

Quali sono i fattori di rischio dell’AOCP?

  • Sesso ed età
  • Fumo
  • Diabete mellito e insulino resistenza
    • (i pazienti diabetici sviluppano un andamento più infausto della patologia con manifestazioni cliniche peggiori).
  • Ipertensione
  • Dislipidemia
  • Obesità
  • Fattori ereditari

Il quadro clinico dei pazienti affetti da AOCP

La maggior parte dei pazienti affetti da AOCP quando arriva alla visita medica lamentano un dolore crampiforme agli arti inferiori. L’insorgenza è legata soprattutto all’attività fisica, più o meno intensa, e si ripresenta ogni volta che il paziente riprende l’attività. Questa prende il nome di “Claudicatio Intermittens” ossia dolore che compare durante il movimento dell’arto interessato. Una volta che il soggetto si ferma e aspetta che il dolore passi, può riprendere la deambulazione. La durata di tale pausa rispecchia l’autonomia di marcia o l’intervallo libero che serve per identificare la gravità della malattia.

A riposo invece i pazienti non manifestano episodi dolorosi. La condizione di cronicità infatti permette nel tempo al sistema arterioso di creare dei circoli collaterali che vanno a compensare quelli che ormai non funzionano più.

Superata la fase della Claudicatio intermittens, compare il dolore a riposo, soprattutto nelle ore notturne quando il soggetto di norma mantiene la posizione supina (clinostatismo). Il dolore è molto intenso e permane nonostante la terapia antalgica. L’unico modo in cui la persona riesce a trovare sollievo è quello di dormire seduto o con le gambe abbassate. In tal modo il sangue scende in periferia sfruttando la normale forza di gravità.

Questo quadro clinico si può riassumere attraverso la classificazione di Leriche Fontaine, che presenta l’evoluzione dell’AOCP stabilendo quattro stadi clinici in funzione alla gravità della malattia:

  • STADIO 1: assenza di sintomatologia
  • STADIO 2: caratterizzato dalla presenta di Claudicatio intermittens. Questo stadio viene suddiviso a sua volta in due sottoclassi:
    • stadio IIA: Claudicatio intermittens con autonomia di 200 m
    • stadio IIB : Claudicatio intermittens con autonomia inferiore a 200 m
  • STADIO III : dolore a riposo. Condizioni ischemiche, con presenza di piccole lesioni ulcerative e pressione arteriosa periferica assai bassa.
  • STADIO IV: lesioni trofiche, con presenta di necrosi.

Un’altra classificazione, che prende invece in considerazione l’estensione delle lesioni trofiche è quella di Rutherford:

  1. Paziente asintomatico
  2. Claudicatio lieve
  3. Claudicatio moderata
  4. Claudicatio severa
  5. Dolore a riposo
  6. Lesioni trofiche minime
  7. Gangrene estese

Va specificato che la localizzazione del dolore è correlata con il sito anatomico della stenosi arteriosa:

  • Glutei e anche: malattia aortoiliaca
  • Coscia: asse aortoiliaco o arteria femorale comune
  • Due terzi superiori del polpaccio: arteria femorale superficiale
  • Terzo inferiore del polpaccio: arteria poplitea
  • Piede: arterie tibiali o peroneale

Quali sono le tipologie di diagnosi per i pazienti affetti da AOCP?

Diagnosi Clinica: fatta attraverso una corretta anamnesi del paziente.

Si indagano l’insorgenza dei segni e dei sintomi, la presenza di fattori di rischio, valutazione della cute, (stato muscolare, perdita di peli) e delle lesioni trofiche. Controllo dei polsi arteriosi periferici,  verifica della temperatura della cute sia nelle varie zone dello stesso arto che nell’arto controlaterale.

Diagnosi strumentale

  • Indice caviglia-braccio (ABI): si rileva con una sonda doppler la pressione sistolica al braccio e alla caviglia, posizionando lo strumento sul polso dell’arteria. Le due rilevazioni vengono messe a rapporto e il valore rilevato identifica la presenza o l’assenza di condizioni ischemiche critiche.
  • Eco-color-doppler: gold standard per la diagnosi dell’AOCP. Visualizza le arterie dal punto di vista morfologico, valuta a livello meccanico il flusso ematico rilevando anche le sedi di turbolenza a livello della stenosi.
  • Angio-TC : viene effettuata con mezzo di contrasto dedicata allo studio dei vasi per verificarne la pervietà.

La terapia per i pazienti affetti da AOCP

Terapia medica:  cessazione del fumo, riduzione del peso, controllo del diabete. Somministrazione di antiaggreganti piastrinici, TAO, terapia trombolitica, terapia antalgica.

Terapia chirurgica aperta

  • praticare l’ Endoarterectomia che consiste nella rimozione di placche ateromastiche.
  • rivascolarizzazione del distretto attraverso Bypass che permette di ripristinare il flusso ematico mediante l’utilizzo di bypass autologo oppure protesico.

Terpaia chirurgica endovascolare

STENT: Negli ultimi anni sono stati sviluppati dispositivi medicali in grado di poter ripristinare la continuità del flusso sanguigno evitando interventi chirurgici più invasivi.

 

 

 

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