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07 giu 2015

Ossigenoterapia IperbaricaL’ossigenoterapia iperbarica è un tipo di trattamento in cui una persona respira ossigeno al 100% mentre è esposta ad un aumento della pressione rispetto quella atmosferica.

La terapia si svolge in apposite camere multiposto, quindi insieme ad altre persone, e ogni seduta dura un’ora e mezza o due ore.

Le camere sono compresse a semplice aria, la stessa che respiriamo normal­mente nell’atmosfera, con la stessa percentuale di gas. Ogni paziente svolge la sua terapia respirando in apposite mascherine (o caschi trasparenti in casi particolari) con due tubi: uno per l’ossigeno in entrata che passa nella maschera nel momento in cui avviene l’inspirazione, e uno per l’espirazione o di scarico.

La terapia iperbarica funziona secondo la legge di Boyle-Mariotte: le bolle di aria o gas diminuiscono e aumen­ta la pressione, questa peculiarità è alla base della guarigione di alcune patologie come l’embolia gassosa arteriosa e la malattia da decompressione.

Ciò che è determinante è il monossido di azoto, la reale molecola di cura: attraverso l’ossigenoterapia iperbarica, la sua liberazione viene stimolata dall’induzione di ossigeno.

La terapia è consigliata anche per altre condizioni patologiche: molti mecca­nismi terapeutici sono connessi ad una elevata pressione parziale di ossigeno. In particolare la respirazione ad una pressione ambientale maggiore, permette l’aumento della produzione di spe­cie reattive dell’ossigeno, alla base proprio di queste cure.

Queste specie reattive dell’ossigeno servono per una varietà di fattori di crescita: citochine (spe­ciali proteine che servono alla crescita e differenziazione cellulare), ormoni, coordinamento di se­gnalazione cellulare e funzione antiossidante.

L’OSSIGENOTERAPIA IPERBARICA NELLA CURA DELLE FERITE

L’ossigenoterapia iperbarica è indicata dalla letteratura scientifica come una terapia ideale per la guarigione di ferite di origine diversa (ferite del piede diabetico e lesioni da radiazioni ma anche traumatiche).
Molti studi scientifici hanno dimostrato e continuano a dimostrare che i tempi di guarigione sono accelerati ed è ridotto il rischio di amputazione dell’arto (amputazioni ridotte del 20%), attraverso  trattamenti di 20-40 sedute di ossigenoterapia iperbarica associate al trattamento standard (specifiche medicazioni e/o bendaggio di supporto).

Come agisce l’ ossigenoterapia iperbarica sulla ferita?

La terapia agisce sul tessuto sanguigno generale, è importante infatti considerare tutta la circolazione dell’organismo.
L’azione quindi avviene su due fronti: a livello sistemico sull’organismo e di­rettamente ai margini della ferita.

A livello sistemico agisce sulle cellule staminali in circolo che vengono indotte al differen­ziamento diventando nuove cellule di nuovi vasi.
Ai margini della ferita stimola la produzione di nuove cellule della pelle che inducono l’neoangiogenesi; viene cioè creata una nuova rete di vasi, a partire da quelli esistenti, che irrora la ferita portando nutrimento per la guarigione e contribuendo alla neovascolarizz­azione.
Infine, all’interno della ferita vengono stimolati i fibro­blasti: cellule specializzate alla formazione di collagene e quindi di nuova cute.

Anche per quanto riguarda gli innesti cutanei, numerosi studi clinici hanno evidenziato un miglioramento del 29% nella sopravvivenza del trapianto grazie all’introduzione di cicli di ossigenoterapia iperbarica prima e per i tre giorni successivi l’innesto. 

Oltre per la guarigione delle ferite, agendo appunto a livello circolatorio, la terapia iperbarica è indicata per lesioni da schiacciamento, riduzione della stenosi coronarica dopo angioplastica, riduzione della perdita muscolare dopo trattamento tromboli­tico per infarto del miocardio, migliora la sopravvivenza dopo trapianto epatico e riduzione dell’in­cidenza di encefalopatia dopo bypass cardiopolmonare oltre che per il più classico avvelenamento da monossido di carbonio.

Lo studio dell’argomento è in continuo sviluppo, si vogliono approfondire la possibilità di associare la terapia iperbarica alla normale cura di altre patologie e stimolare la conoscenza di questo genere di cure tra i medici e la popolazione. 

Bibliografia

Hyperbaric oxygen – its mechanisms and efficacy, Stephen R. Thom, M.D., Ph.D.

 

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