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20 giu 2015

fascite necrotizzanteLa fascite necrotizzante è una rara infezione dei tessuti molli, che normalmente viene provocata da batteri produttori di tossine, caratterizzata dalla progressiva necrosi del tessuto sottocutaneo e della fascia profonda, con relativo risparmio del tessuto muscolare e cutaneo.

Colpisce chiunque, uomini e donne, persone in buona salute, anziani con patologie sistemiche.

Esistono fattori di rischio associati tra i quali : immunosoppressione, patologie vascolari periferiche, pregressi interventi chirurgici, diabete e tossicodipendenza.

Eziologicamente si può classificare in quattro gruppi:

Nel primo gruppo si identificano le fascite necrotizzanti determinate da infezioni sinergiche da batteri aerobi e anaerobi, spesso derivanti dalla normale flora batterica intestinale (es. escherichia coli).

Nel secondo gruppo ci sono quelle determinate da infezioni monomicrobiche, gram positivi, principalmente causate da streptococco beta emolitico del gruppo a e raramente da stafilococco aureus.

Nel terzo gruppo si trovano le fasciti determinate dai Gram negativi

Nel quarto gruppo, in maniera più rara,  ci sono le fasciti di origine fungina come ad esempio la candida, in pazienti immunodepressi.

Tale patologia si sviluppa nel momento in cui i batteri raggiungono il sottocute  e li provocano una risposta infiammatoria, la quale comporterà una trombosi capillare, che coinvolgerà e la fascia e successivamente la cute, causando uno stato di ipossia ed ischemia tissutale fino alla necrosi.

Dal punto di vista clinico la triade che si presenta nella maggior parte dei pazienti è composta dal dolore, dalla febbre e dall’edema del distretto corporeo interessato dalla lesione.

Altri segni clinici rilevabili possono essere lesioni cutanee, aree parestetiche e la presenza di gas a livello sottocutaneo.

Istopatologicamente la fascite necrotizzante è determinata da una necrosi della fascia superficiale, con una trombosi dei vasi sanguigni ed un conseguente processo suppurativo. Altre caratteristiche sono una importante necrosi e infiammazione del grasso sottocutaneo, vasculiti ed endoarteriti ed emorragia nelle zone interessate dal processo infettivo.

Nel momento in cui l’agente patogeno e le sue tossine riescono ad entrare nel torrente circolatorio, il paziente inizia a mostrare i sintomi della sepsi, oltre alla quale si può associare inoltre ipocalcemia a causa dell’importante necrosi del grasso sottocutaneo ed occasionalmente possono presentarsi emboli settici.

Durante la seconda settimana la pelle cade spontaneamente.

Se non trattata ovviamente tale patologia è quasi sempre fatale.

Per approfondire l’ argomento scaricate il documento in pdf  La fascite necrotizzante.

3 risposte a “Fascite necrotizzante: cause e trattamento”

  1. Anna Barra on

    Ho una cugina che ha la fascite necrotizzanre. Dove si puo’ andare, in Italia per curare la malattia? E’ gia’ stata operata molte volte. Abbiamo paura che muoia. Da quali professori e ospedali si deve andare?
    Aiutateci, grazie.
    Anna Barra

    Rispondi
    • Klarida Hoxha on

      Se ha la possibilità di associare la ossigeno terapia iperbarica alla terapia antibiotica e revisione chirurgica sarebbe meglio. E’ però importante indagare perchè questo episodio avviene così frequentemente? Non è una malattia ma bisogna capire quali sono i fattori che glielo fanno scatenare così frequentemente!

      Rispondi

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