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15 set 2015

lesione vascolareUna ferita è una soluzione di continuo di uno o più tessuti del corpo e viene definita in base alla modalità con cui si determina e ai tempi di guarigione.

Nella classificazione delle ferite troviamo anche le lesioni vascolari, le quali si presentano generalmente al di sotto del ginocchio fino al piede e sono presenti per un periodo che va almeno dalle 8-10 settimane, quindi sono considerate croniche. Sono ferite che come dice il nome stesso, riguar­dano la parte venosa, arteriosa o entrambe (ulcera chiamata mista) della gamba.

L’ulcera vascolare venosa è generalmente causata da un edema, ossia un accumulo di liquido nella gamba che impedisce l’apporto di sostanze nutritive alla cute e al tessuto sottocutaneo, producendo così una lesione. È importante prima di tutto escludere che a causare l’edema sia stata una patologia sistemica come uno scompenso cardiaco, per effettuare un trattamento adeguato tramite un bendag­gio elastocompressivo della giusta pressione meccanica, onde evitare un eccessivo sovraccarico al sistema cardiovascolare.

Per quanto riguarda le ulcere venose è importante il bendaggio compressivo in quanto aiuta le val­vole all’interno dei vasi che sono “indebolite e spossate” e non riescono a riportare indietro il sangue in modo adeguato.

L’ulcera di origine arteriosa è generalmente una conseguenza della chiusura improvvisa del vaso sanguigno a livello della gamba. La chiusura di un vaso a questo livello è responsabile del mancato apporto di nutrienti a livello del tessuto che lo circonda, mandando l’angiosoma interessato (la parte corporea che riceve il sangue da una determinata arteria) incontro a necrosi.

Come si presenta l’arto con una problematica vascolare?

Già alla vista e al tatto, un arto può darci tantissime informazioni sul suo stato di salute.

La temperatura ad esempio: un’estremità di una temperatura molto minore rispetto al resto della gamba non è un buon segno di salute. Così come il colore delle dita del piede e il tempo di rivasco­larizzazione del letto ungueale maggiore di 3 secondi, non sono dei segni diagnostici positivi. Se vi è già presente una lesione, dobbiamo vedere come questa si presenta: il letto della ferita è di co­lore rosso vivo, lucido, granuleggiante? Inoltre, è importante valutare le caratteristiche dei bordi della ferita che sono generalmente frastagliati in una lesione vascolare, la localizzazione precisa sulla gamba (le ulcere venose si presentano all’ interno della gamba mentre quelle arteriose all’ esterno) e le caratteristiche del dolore. Il dolore è un para­metro importantissimo poiché l’intensità e la regolarità, nonché il suo controllo nel tempo tramite una terapia antalgica, permettono il corretto trattamento e l’effettiva guarigione della lesione.

Oltre all’esame obiettivo parlando e conoscendo la persona, la sua storia clinica e valutando visiva­mente e toccando l’arto, si possono effettuare degli esami strumentali non invasivi che permettono di avere dei dati concreti sulla situazione vascolare e poter pianificare un percorso diagnostico-tera­peutico personalizzato.

Per escludere una vasculopatia arteriosa, si può effettuare l’analisi dell’ABI (Ankle Brachial Index) che mette in rapporto la pressione sistolica del braccio con quella della caviglia. I suoi valori danno indicazione alla terapia elastocompressiva: se il valore è inferiore a 0,8 allora si può pensare ad una lesione arteriosa piuttosto che venosa, per cui il bendaggio è sconsigliato ed è necessario l’interven­to di un chirurgo vascolare. 

L’ ossimetria transcutanea (tcpO2) che misura la tensione di ossigeno attraverso l’ applicazione di un elettrodo di Clark e una sonda che riscalda la pelle e “conta” il passaggio dell’ emoglobina legata all’ ossigeno sottopelle e lo trasduce in un valore di millimetri di mercurio. Questi valori sono: 0-20 mmHg significa ischemia critica, 20-40 mmHg valore soglia per cui persone che devono essere costantemente seguite dal punto di vista vascolare con visite o ecodoppler periodici, >40 mmHg valori normali.

L’ecocolordoppler diventa un esame importantissimo per l’equipe multiprofessionale in quanto dà l’immagine della situazione arteriosa e venosa studiata: dove e quanto il vaso è chiuso e le caratteristiche della zona vascolare limitrofa.

Allora attenzione a guardare ogni parte del nostro corpo nel tempo: quello che può sembrare un pic­colo cambiamento come il colore della cute diverso o crampi e affaticamento muscolare della gam­ba, possono essere segni importanti per una diagnosi precoce di insufficienza vascolare che evita complicanze future.

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