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24 feb 2016

apiIl miele grezzo è stato utilizzato contro le infezioni da millenni, prima ancora del miele che oggi conosciamo come prodotto e venduto nei negozi. Qual è la chiave delle sue proprietà antimicrobiche? I ricercatori dell’Università di Lund in Svezia hanno identificato un gruppo unico di 13 batteri lattici presenti nel miele fresco, presenti originariamente nello stomaco delle api. Questi batteri producono una miriade di composti antimicrobici attivi.

Questi sono stati testati su gravi  patogeni umani presenti nelle ulcere come Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), Pseudomonas aeruginosa e Enterococcus resistente alla vancomicina (VRE) e tanti altri neutralizzandoli tutti.

Mentre l’effetto sui batteri umani è stato testato solo in laboratorio finora, i batteri lattici sono stati applicati direttamente in ferite croniche sui cavalli. Il LAB (lactic acid bacteria) è stato mescolato con miele e applicato a dieci cavalli laddove i proprietari avevano provato diversi altri metodi senza alcun risultato. Tutte le ferite dei cavalli guarirono utilizzando questa miscela.

I ricercatori ritengono che il segreto di questi risultati si trova nel vasto spettro di sostanze attive.

“Gli antibiotici sono per lo più un principio attivo, efficace contro soltanto una stretta gamma di batteri. Quando usato in vita, questi 13 batteri lattici producono il giusto tipo di composto antimicrobico che serve, a seconda della minaccia. Sembra aver funzionato bene per milioni di anni di tutela della salute delle api e del miele contro altri microrganismi dannosi. Tuttavia, poiché comprato al supermercato il miele non contiene i batteri lattici vivi, molte delle sue proprietà uniche sono state perse negli ultimi tempi “, spiega Tobias Olofsson.

Il passo successivo è quello di effettuare ulteriori studi per indagare un più ampio uso clinico contro le infezioni topiche umane così come quelle degli animali.

I risultati hanno implicazioni per i paesi in via di sviluppo, in cui il miele fresco è facilmente disponibile, ma anche per i paesi occidentali in cui la resistenza agli antibiotici è seriamente in aumento.

Bibliografia
Tobias C Olofsson, Èile Butler, Pawel Markowicz, Christina Lindholm, Lennart Larsson, Alejandra Vásquez. Lactic acid bacterial symbionts in honeybees – an unknown key to honey’s antimicrobial and therapeutic activities. International Wound Journal, 2014

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