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10 mag 2016

vegan-1091086_960_720Abbiamo trovato all’ interno del nostro blog questa domanda a cui ci piace rispondere.

Per entrare nello specifico della dieta vegana, la stessa American Dietetic Association (ADA) dichiara che, se la dieta non è ben bilanciata, i vegani possono andare incontro a carenze di micronutrienti essenziali, quali vitamina B12, vitamina D, calcio, zinco ed occasionalmente riboflavina, tali da rendere consigliabili delle integrazioni.

Bisogna mangiare proteine ​​animali, (in particolare uova), al fine di guarire più velocemente perché la dieta vegana non aiuta il fisico a reagire e il sistema immunitario non riesce a fare fronte a una situazione di riparazione delle ferite e combattere le infezione.

La proteina è essenziale per la guarigione delle ferite. L’elemento è composto da aminoacidi che sono necessari per una vasta gamma di funzioni corporee, dal servire come messaggero per le sostanze chimiche ormonali a fornire anticorpi per il sistema immunitario. Ogni singola cellula è costituita da proteine, e i tessuti richiedono le proteine per essere in grado di riparare e rigenerare una ferita.

Se questo è il vostro problema, provate queste fonti vegan-friendly di proteine ​​per migliorare il processo di guarigione delle ferite:
Quinoa è un grano spesso utilizzato come sostituto per il riso, anche se può trasformato in farina e usato per fare biscotti, focaccine e altri prodotti da forno.
Soia è un prodotto alimentare per i vegetariani che viene spesso trasformato in forma di tofu (più duro é il tofu, più è ricco di proteine).
Burro di arachidi  fornisce grassi sani e aminoacidi essenziali e proteine.
Grano saraceno, nonostante il nome, non è una forma di grano, ma un parente stretto di rabarbaro. Può essere macinato in farina.

 

E’ sempre bene affidarsi ad un nutrizionista per arrivare ad assumere una dieta adeguata: ad esempio la frutta secca deve essere sempre presente nell’ alimentazione in quantità moderate (dieci grammi al giorno è la dose ottimale) e in particolare l’alimento più consigliato sono le mandorle, perché sono alcalinizzanti, ricche di sali minerali, potassio e amminoacidi. Fondamentale è anche variare con tutti i tipi di cereali e i loro assimilati: riso, orzo, farro, kamut, bulgur, cuscus, tapioca, grano saraceno, miglio, avena, segale, amaranto, quinoa. Lo stesso principio vale per il consumo di verdure, non ci si deve limitare sempre alle stesse, ma variare il più possibile e sempre nell’ambito di verdure di stagione. Ogni piatto dovrebbe essere arricchito con una modesta quantità di legumi per la ricchezza di proteine più simili a quelle animali.

 

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