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27 gen 2017

Buon giorno,

vi scrivo per spiegare la situazione di mio marito.

si chiama S. A., e ha quasi 47 anni.

Da quando ne ha 24 soffre di insufficienza venosa profonda, causata da un trauma (incidente in bici che ha dato il via alla prima tromboflebite), ma di natura ereditaria, in quanto sia la nonna paterna, che il padre ne sono affetti.

Il problema è che sicuramente ci sarebbe stata una predisposizione, ma il trauma ha dato il via all’insorgere della patologia in età giovanile.

Cerco di abbreviare, dicendovi che sono 23 anni che è in quotidiana terapia anticoaugulante (syntrom 4 mg), effettua circa ogni 25 gg gli esami del sangue per il controllo dei valori per il dosaggio delle pastiglie, indossa calze elastichedi classe 2.

Negli anni si sono ripetuti episodi di flebiti, trombosi (di ritorno da un lunghissimo viaggio aereo )….

Sono 3 estati che purtroppo si sono aggiunte piccolissime ma profonde ulcere a livello del malleolo, zona in cui presenta dei ristagni di sangue. Il primo episodio venne curato in circa 2 settimane, lo scorso anno 1 mese, quest’anno è da giugno (ormai 2 mesi). Il tutto è curato con garze all’ossido di zinco, fasciature ….è seguito da un professore di Parma.

Mi chiedo se esistono professionisti esperti VALIDI nella cura di queste patologie in Italia o all’estero per poter migliorare la qualità di vita di un ragazzo così giovane.

grazie infinite

Raffaella

Una risposta a “Insufficienza venosa profonda”

  1. Fabio Beghin on

    Cara Raffaella,
    capisco la sua preoccupazione per la situazione patologica che affligge suo marito.
    Di sicuro il sig. Alessandro è seguito da personale qualificato, ma molte volte l’approccio vulnologico deve essere multidisciplinare.
    L’insufficienza venosa post trombotica genera delle trasformazioni all’arto che interessano dall’epidermide all’osso, dal sistema venoso a quello linfatico e quindi un approccio monodisciplinare tenderà ad affrontare la situazione parzialmente.
    Il ripetersi di trombosi, la stasi venosa e la cronicizzazione delle lesione merita una rivalutazione olistica del caso.
    Il lavoro in sinergia di vari professionisti (dermatologi, chirurghi vascolari, infermieri esperti in wound care, ortopedici..) può trovare un percorso terapeutico adeguato a suo marito.
    A mio avviso dovrebbe essere seguito da un centro vulnologico, la soluzione che considererei al suo posto e che le è più comoda, senza togliere nulla ad altri centri, è a Monza, presso il centro vulnologico diretto dal dott. Roberto Brambilla, Istituti Clinici Zucchi.
    https://zucchi.grupposandonato.it/medici/roberto-brambilla.html
    Sperando di esserle stato di aiuto saluto lei e suo marito cordialmente.
    Fabio Beghin

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