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01 ott 2017

Buongiorno, sono un infermiere ed il mio approccio alla gestione delle LDD è del tutto nuovo. Mi son ritrovato a trattare un escara sul tallone di un paziente, e dopo aver cercato numerosi fonti e notizie ho letto che bisogna eseguire impacchi di betadine e fasciature giornaliere, dato che dalle linee guida emerge che non va assolutamente rimossa se non in caso di fluttuazione (Anche se non ho capito cosa si intende), edema ed essudato. Nel mio caso essa è appunto dura , però la guarigione dopo 3 settimane procede molto lentamente avrei voluto anche allegare qualche foto. Altri consigli invece mi dicevano di rimuoverla con toilette chirurgica o utilizzare iruxol / noruxol. Volevo un aiuto sul da farsi effettivamente e inoltre come ultima domanda volevo sapere se fosse stato un paziente con problemi della tiroide cosa si sarebbe dovuto utilizzare al posto della betadine. Grazie anticipitamente

Una risposta a “Escara sul calcagno”

  1. Fabio Beghin on

    Buongiorno Marco,
    innanzitutto fluttuazione indica l’instabilità, la mobilità dell’escara che non è più adesa al tessuto sottostante a causa della presenza di pus o tessuto colliquato al di sotto della stessa. Per questo motivo deve essere rimossa, per svuotare l’essudato purulento evitando ascessi e fistolizzazioni. Ritornando alla situazione descritta, in caso di necrosi secca al tallone o all’occipite si dovrebbe innanzitutto rimuovere la causa (pressione) e, per facilitare il distacco naturale della necrosi, applicare toccature con soluzione a base di iodopovidone al 10% coprire con garza pulita ed eseguire un bendaggio di scarico. Sostituire la medicazione ogni 24-48 ore, controllando che non ci siano segni di infezione. Nel caso la paziente soffra di ipotiroidismo la medicazione sarà la stessa, al limite se il periodo di uso dello iodopovidone dovesse essere prolungato, consultare il medico per un eventuale controllo della funzionalità tiroidea.
    Fabio Beghin

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