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20 mar 2018

Paziente giovane, maschio 49 anni giunge alla nostra osservazione per valutazione alla ossigeno terapia iperbarica per un lembo a rischio. 

Storia clinica

lembo a rischio

16 gennaio 2018

Il paziente presenta la neoformazione come primo esordio nel marzo 2009 come tumefazione dei tessuti molli, recidivata e diagnosticata come osteosarcoma paraostale nulcale-cervicale posteriore nel 2010. Nel novembre 2017 presenta una nuova recidiva dei tessuti molli diagnosticata come tumore fibromixoide maligno. Sottoposto a trattamento chirurgico, radio e chemio terapia. Sottoposto infine, dopo l’ ultima asportazione e perdita di sostanza, a ricostruzione con lembo loco-regionale di trapezio inferiore. Considerando i fattori di compromissione e il lembo a rischio il paziente viene inviato per un ciclo di ossigeno terapia iperbarica come coadiuvante nei processi di cicatrizzazione e medicazioni presso il Centro Cura Ferite Difficili.

In prima visita la lesione si presenta con una grossa perdita di sostanza a livello della nuca zona cervicale posteriore sinistra, lembo in necrosi gialla di consistenza molle nella sua parte sinistra, senza segni di infezione ma a rischio, non dolente. Cute perilesionale arrossata e sofferente, non elastica per gli effetti della radioterapia.

Sottoposto a ossigeno terapia iperbarica in associazione con medicazioni appropriate.

Descrizione lesione: Falanga D1, pH 9, area 74,82 cm2 (8,7×8,6), profondità massima 4 cm, bordi in arresto. 

Per tutta la durata del trattamento la cute perilesionale è stata trattata quotidianamente con Keradion gel. Questo prodotto risulta utile per alleviare gli effetti collaterali cutanei indotti dalla radioterapia. Keradion gel forma un film protettivo che contribuisce a dare una sensazione di sollievo e una idratazione profonda. Viene applicato e trova la sua utilità sia immediatamente  dopo l’irradiazione sulla zona inte46898-20180201-DSC04398ressata, sia come mantenimento per almeno un mese dal termine della radioterapia.

Per quanto riguarda le medicazioni sul fondo lesionale, il primo obiettivo è stato quello di utilizzare medicazioni volte a sciogliere la necrosi gialla. Il curettage con taglienti, visto la zona delicata dove si trova la lesione e la presenza di più strutture nobili, è fortemente controindicata. Abbiamo quindi scelto di usare Bionect Start collagenasi associato a garza grassa per una più facile rimozione senza il rischio del seccarsi e attaccarsi delle garze di copertura.

 

lembo a rischioUna volta deterso il fondo il nostro obiettivo è diventato quello di 46898-20180228-DSC05089ricostruzione dei tessuti, per questo motivo siamo passati a Ozonia 10. Si tratta di una crema dermatologica ad azione protettiva e biostimolante: genera un ambiente locale sfavorevole alla contaminazione dei tessuti lesi, stimola i processi protettivi, rigenerativi e restitutivi della cute. La sua azione antibatterica per la presenza dell’ ozono ci ha aiutato in un momento delicato a evitare il rischio di infezione agendo contemporaneamente anche sui processi riparativi.

Nella fase finale in cui la lesione ormai era in via di cicatrizzazione il nostro obiettivo è quello della guarigione. Qualsiasi medic46898-20180306-IMG_2024azione che protegge, che crea un microambiente favorevole per le cellule riparatrici a migrare e che aiuta la rigenerazione va bene in questa fase. Noi abbiamo optato per le garze Holoil. È una medicazione antisettica, antiedemigena (evita la formazione di edemi, gonfiori) e lenitiva, di natura vegetale (a base di estratti dell’albero di Neem e dell’Iperico), favorisce la rigenerazione e la riparazione tessutale.

 

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20 marzo 2018

Oggi abbiamo finito il ciclo di terapie, sia le sedute di ossigeno terapia iperbarica, sia le medicazioni. Ormai siamo alla risoluzione e per fortuna non è più una “ferita difficile” e non ha più bisogno di noi. E ne siamo davvero contenti. 

Una risposta a “Lembo a rischio in esiti di osteosarcoma paraostale nucale. Caso clinico”

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