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13 apr 2018

A cura della Dott.ssa Silvia Diverti

Nella mia ragionevolmente breve carriera triennale come infermiera domiciliare nella meravigliosa, lacustre città di Mantova, mi sono spesso trovata, come tutti voi, in seria difficoltà nella scelta del trattamento di lesioni da pressione e/o vascolari infette. Come ben sappiamo gli antibiotici topici sono ormai superati ma talvolta, nonostante gli inequivocabili tamponi e terapie adeguate a livello sistemico, accompagnate da medicazioni regolari, alcuni batteri come lo Staphylococcus aureus, sono resistenti ed ostici da eliminare. Scrivo per la prima volta qui per parlarvi di una delle maggiori cause, seppur spesso ignorata, del fenomeno di antibiotico resistenza: gli allevamenti intensivi.

 Il nostro amico Staphylococcus aureus è uno dei sorvegliati speciali dellaWorld Health Organization proprio a causa dell’abuso di antibiotici negli allevamenti di bestiame da carne, da latte e da uova, non solo per ragioni di guadagno economico e crescita alterata come accade per prassi in America ma semplicemente per il problema di sovraffollamento e scarsa igiene a cui sono sottoposti i capi di bestiame, che costringe quindi ad un utilizzo massivo di antibiotici in caso di malattie infettive circolanti nell’allevamento.

Nei riferimenti vi ho lasciato il link che porta al primo rapporto del “Global Antimicrobical Surveillance system (GLASS)” la sorveglianza dell’antibiotico resistenza coordinata dall’Who che si propone di contribuire alla lotta all’antibiotico-resistenza sostenendo la sorveglianza a livello globale con un approccio standardizzato alla raccolta e all’analisi dei dati. Una quarantina di Paesi hanno già aderito a Glass. La prima analisi da dati provenienti da 22 Paesi conferma la presenza di alti livelli di resistenza verso infezioni batteriche, sia in Paesi ad alto reddito che a basso reddito. Dai dati pubblicati emerge che i batteri più resistenti sono appunto E. coli, K. pneumoniae, S. aureus, S. pneumoniae e Salmonella spp.

antibiotics-infographic-antimicrobial-resistance-Europe

Per la World Health Organization si tratta quindi di una vera e propria emergenza sanitaria globale su cui si deve intervenire immediatamente con misure efficaci e incisive.

E’ certamente fondamentale ridurre l’uso di antibiotici in ambito sanitario ma, anche e soprattutto, nella produzione alimentareLa resistenza si sviluppa, infatti, in batteri che sono venuti a contatto con dosi massicce di antibiotici e che hanno conseguentemente attivato meccanismi di difesa. Ed è proprio negli allevamenti intensivi che vengono utilizzati il maggior numero di farmaci.

Dati alla mano, solo nel nostro Paese oltre il 70% degli antibiotici venduti finisce negli allevamenti intensivi per fronteggiare malattie e infezioni che colpiscono gli animali. Secondo i dati aggregati in un report dalle agenzie europee Efsa, Ema e Ecdc (2015) l’Italia consuma annualmente 621,6 tonnellate di sostanze antibiotiche, questo significa che 435,12 tonnellate sono destinate agli animali allevati. Una cifra che ci piazza secondi solo a Germania e Spagna, ma che ci consegna il triste primato per quanto riguarda l’utilizzo in relazione alla produzione: 341mg di antibiotici utilizzati per ogni chilo di carne prodotta, con Francia e Germania ferme rispettivamente a 99mg e 205mg, e una media europea di 140 mg.antibiotico-resistenza

Pensando al danno alla salute, che si prevede diventerà molto più serio di oggi già nel 2050, rischiando pericolose epidemie, pensando al danno economico e ambientale che comporta curare infezioni e mantenere tanti animali, non sarebbe meglio riflettere sulle nostre vere necessità e abitudini di vita?

Senza accorgercene consumiamo anche più pasti al giorno che contengono porzioni di carne, ed è solo questo il motivo per cui si ricorre al metodo intensivo e cioè: un insostenibile consumo.

I media non ne parlano spesso ma spero, con dati scientifici, di aver portato alla luce un grosso problema che tutti noi potremmo facilmente contribuire a risolvere.

Bibliografia

Tackling Drug-Resistant Infections Globally: Final Report and Recomendation. The Review on Antimicrobial Resistance. Chaired Byjim O’Neill, May 2016

https://amr-review.org/sites/default/files/160518_Final%20paper_with%20cover.pdf

Ogni anno alleviamo 800 milioni di animali, cui somministriamo il 71% degli antibiotici venduti nel paese. Legambiente e CIWF Italia firmano protocollo di lavoro sugli allevamenti in Italia, Ottobre 2016

https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ogni-anno-alleviamo-800-milioni-di-animali-cui-somministriamo-il-71-degli-antib ECDC, Data Report 2016

https://ecdc.europa.eu/en/antimicrobial-resistance/surveillance-and-disease-data/data-ecdc

https://ecdc.europa.eu/en/antimicrobial-resistance/surveillance-and-disease-data/infographics

The Potential Role of Concentrated Animal Feeding Operations in Infectious Disease Epidemics and Antibiotic Resistance Mary J. Gilchrist et all. Environ Health Perspect. 2007 Feb; 115(2): 313–316. Published online 2006 Nov 14. doi:  10.1289/ehp.8837

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1817683/

Antibiotics in animal feed and their role in resistance development. Wegener HC

Curr Opin Microbiol. 2003 Oct;6(5):439-45. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14572534/

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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11137404

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Alan G. Mathew, Robin Cissell, S. Liamthong

Published Online: 28 Jun 2007 https://doi.org/10.1089/fpd.2006.0066

https://www.liebertpub.com/doi/pdf/10.1089/fpd.2006.0066

GLASS Report 2016-2017, WHO

http://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/259744/9789241513449-eng.pdf;jsessionid=D8A3FA3E41A3A55FEC2AC0F52AE874F9?sequence=1

 

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